Rocco Sileo e Tonino Garzia: due gravi perdite per Venosa

In  ricordo di Rocco Sileo

Dal 13 aprile del 2020 Rocco Sileo non è più con noi. Da alcuni mesi era ricoverato per le conseguenze di un grave incidente avuto con il suo trattore; sembrava che ce l’avesse fatta ma poi sono sopraggiunte delle complicazioni che lo hanno portato via per sempre alla sua famiglia e a quanti nella vita lo hanno conosciuto ed apprezzato.

Per il gruppo di Venosa merita di più è una perdita difficile da colmare. Rocco è stato tra i fondatori del nostro gruppo. Con i suoi 80 anni era la persona più anziana e con una militanza politica più lunga di tutti. Per queste ragioni, ma anche e soprattutto per il suo carattere e le sue doti di equilibrio, Rocco è stato per tutti noi un importante punto di riferimento. Prima di ogni scelta rilevante ci si chiedeva sempre  “cosa pensa Rocco?, cosa dice Rocco?”. A lui ci si rivolgeva in tanti per una spiegazione, un suggerimento, un consiglio. E Rocco ne aveva per tutti, utilizzando spesso qualche adagio della saggezza popolare.  Mai fazioso e tantomeno accomodante, aveva il pregio di dire in faccia quel che pensava ma sempre in modo rispettoso di che la pensava diversamente.

Rocco ha avuto le sue prime esperienze politiche negli anni di emigrazione in Svizzera e poi le prime importanti responsabilità quando agli inizi degli anni settanta, rientrato a Venosa, gli è stata affidata la segreteria della locale sezione del PCI in un momento particolarmente difficile della storia di questa sezione.

Ha organizzato e diretto per molti anni, prima nell’Alleanza dei contadini, poi nella Confcoltivatori  ed infine nella CIA, le figure miste dell’agricoltura meridionale e i piccoli e medi imprenditori agricoli che per ragioni politiche non si riconoscevano nella onnipresente Coldiretti. Insieme alla guida sindacale e ai servizi di patronato, Rocco ha voluto assicurare ai contadini della sua terra anche una maggiore protezione nei due momenti più cruciali della vita economica di un’impresa agricola: la vendita dei prodotti agricoli e l’acquisto dei concimi. A tal fine a partire dagli anni ’70 è stato promotore e guida della cooperativa agricola “Rocco Girasole”, successivamente confluita, con le sue importanti strutture sociali nel tempo realizzate, nella cooperativa “Unità Contadina”.

I problemi di chi lavora la terra non li conosceva per sentito dire, ma per esperienza diretta. E’ stato lui stesso contadino sperimentando dapprima la coltura intensiva del pomodoro e poi impiantando alcuni ettari di aglianico. Per le vigne e la valorizzazione dell’aglianico in particolare Rocco Sileo si è speso molto sostenendo negli anni 70 l’impianto di circa 100 ettari di vigneto sui terreni del demanio comunale di Notarchirico e ricoprendo poi per molti anni la carica di amministratore della locale cantina sociale della quale fu pure presidente nel 2013-2014.

Rocco Sileo ha avuto anche una significativa esperienza amministrativa sia a livello comunale che  negli enti sovracomunali. E’ stato infatti consigliere comunale di Venosa dal 1972 al 1985, consigliere alla Provincia di Potenza dal 1975 al 1990 ed amministratore della Comunità montana del Vulture negli anni 70.

Non si è mai tirato indietro né dal lavoro né dall’impegno politico sino alla fine dei suoi giorni. Nonostante l’età avanzata lavorava ancora la sua vigna e il 15 dicembre del 2019, solo poche settimane prima del fatale incidente, aveva tenuto il suo ultimo comizio per fare chiarezza sul terremoto giudiziario che aveva colpito la città di Venosa. Del suo intervento (che può essere riascoltato per intero cliccando qui di seguito https://youtu.be/yy-CcShvvh8) a noi piace ricordare la sua fiducia nei giovani e la sua ferma convinzione, nonostante  la delusione ricevuta da quanti di loro avevano inteso e praticato l’impegno politico come raccolta di tessere e voti da affidare al potente di turno per risolvere il proprio caso personale, che fosse possibile ritornare a praticare la buona politica, quella fatta nell’interesse di tutti usando il Noi  e non l’Io.

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Gli amici di Venosa merita di più

 

In ricordo di Tonino Garzia

Il 26 aprile del 2020 un male incurabile si è portato via la vita di Tonino Garzia. Venosa ha perso così una delle figure più significative della sua storia recente.

Tonino Garzia è stato per oltre un ventennio, dal 1975 alla fine del secolo scorso, un protagonista importante di tutte le scelte politiche che hanno segnato la vita della sua città, dove è nato nel 1954.

Figlio unico di una modesta famiglia contadina, ha avuto la sua prima formazione nel mondo cattolico: la parrocchia con l’Azione Cattolica è stata la sua prima palestra di formazione morale e di impegno sociale.  Poi gli studi classici nel locale liceo oraziano e la laurea in Filosofia all’Università di Bari con il massimo dei voti. Contemporaneamente maturava insieme ai suoi amici di Azione Cattolica la scelta, “scandalosa” per quegli anni, di un impegno più diretto a favore del mondo del lavoro e dei più deboli. Le Acli, le comunità cattoliche di base e i Cristiani per il socialismo furono per Garzia i nuovi punti di riferimento nei primi anni settanta.

Nel 1975 fu eletto per la prima volta nel consiglio comunale di Venosa, come indipendente nelle liste del PCI al quale aderì successivamente. Inizia così la sua lunga esperienza amministrativa a servizio della sua città. E’ stato ininterrottamente consigliere comunale dal 1975 al 1995 e  consigliere provinciale dal 1990 al 1995. Tonino Garzia è stato sino alla fine degli anni 90 più volte  assessore comunale e vice-sindaco con giunte e sindaci diversi, anche dopo essere stato lui stesso sindaco negli anni  1981-83 . Ed è questa la prova più evidente di come Garzia si sia sempre posto a servizio della sua comunità mettendo da parte ogni forma di orgoglio personale o la ricerca di gratificazioni.  Studiava ed approfondiva ogni argomento; si documentava su tutto e non parlava per sentito dire ma sempre con una grande competenza riconosciutagli sia dagli  amici che dagli avversari politici. Nessun settore gli era estraneo, dall’urbanistica al bilancio, dai lavori pubblici al personale, e metteva sempre a disposizione di tutti le sue conoscenze ed i suoi approfondimenti con uno spirito di servizio  che fa di Tonino Garzia il tratto caratteristico più saliente e per il quale non sarà mai dimenticato.

La scelta politica più impegnativa fatta da Garzia fu senz’altro quella di dar vita nel 1991 ad una giunta DC-PCI che restò in carica sino al 1994 e nella quale ricoprì il ruolo di vice-sindaco. Si trattò di una scelta molto sofferta e divisiva per il gruppo storico che aveva diretto la sezione del PCI di Venosa nel quindicennio precedente.  Il tempo e la storia gli hanno dato ragione dimostrando che quella  fu una scelta giusta e coraggiosa perché Garzia anche allora guardava unicamente agli interessi della comunità venosina, soprattutto in vista delle importanti scadenze legate alle celebrazioni del Bimillenario Oraziano e alla decisione della FIAT di realizzare una grande fabbrica nella vicina area industriale di San Nicola di Melfi. Ma fu anche un scelta politicamente lungimirante perché  proprio in quei mesi iniziava una lunga fase storica che avrebbe prodotto grandi mutamenti a livello nazionale nei Partiti di tradizione cattolica e comunista, creando le premesse per la nascita del Partito democratico.

Ma Tonino Garzia, che ha dato una vita per la politica, non è vissuto di politica.

Ha lavorato per molti anni prima come funzionario della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Potenza  e poi come responsabile a Venosa del Centro Operativo Misto delle Soprintendenze per i Beni Archeologici, Architettonici, Artistici e Storici della Basilicata, dove è stato apprezzato, non solo per le sue qualità personali di equilibrio, saggezza e umanità, ma soprattutto come profondo conoscitore dell’immenso patrimonio storico-culturale e monumentale della sua terra, a cui ha dedicato diversi studi  e pubblicazioni.

Assunto con la legge sull’occupazione giovanile, il suo primo impegno è stato il riordino dell’archivio e biblioteca vescovile di Venosa. Si è poi dedicato alla promozione e divulgazione del patrimonio monumentale della Basilicata, dapprima presso le scuole di Venosa e successivamente a livello circondariale e regionale, come testimoniato dalla pubblicazione nel 2008 di  Dieci anni di attività didattica finalizzati alla tutela del patrimonio architettonico.

Le altre sue pubblicazioni più significative che meritano di essere ricordate sono:

Venosa tra Ottocento e Novecento. Città Storia Sviluppo Urbano (2003);

Il castello ducale di Venosa. Storia Restauro Riuso (2003);

Vietri di Potenza. La ricostruzione storica del passato attraverso la conoscenza del   territorio (2005);

Testimonianze Federiciane in Basilicata. La domus di Palazzo San Gervasio, il palazzo ducale di Lavello, il castello di Monteserico (2007);

Alla fine del 2012, in quiescenza per motivi di salute e trasferitosi a Bologna, ha continuato ad occuparsi del patrimonio storico e culturale di Venosa producendo, con un faticoso e lungo lavoro di ricerca bibliografica e archivistica, uno straordinario studio sul Monastero femminile di San Benedetto di Venosa, pubblicato nel 2018 ma che non ha potuto presentare e discutere personalmente come voleva e meritava.

In un periodo in cui la politica appare spesso come intrallazzo, intrigo, corruzione, Tonino Garzia è stato sicuramente uno dei migliori rappresentanti di una generazione che, affacciatasi alla politica negli anni settanta, ci lascia un esempio nobile di un modo diverso di intendere e vivere la politica.

Grazie Tonino per ciò che hai dato a noi e alla nostra città!  Resterai sempre nei nostri ricordi.

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Tonino Minutiello, Canio Lagala, Nicola Perrotta, Nicola Triggiani, Tommaso Sileno, Giuseppe Elefante

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